RAGUSA – Un premio al cinema che nasce dal teatro, dal lavoro quotidiano degli attori e da tutto ciò che normalmente resta lontano dagli occhi del pubblico. È Simone Lucifora, regista ibleo, ad aggiudicarsi il premio “Miglior soggetto” alla nona edizione del VerticalMovie 2026 con “ATTO ’84”, cortometraggio documentario nato seguendo la Compagnia G.o.D.o.T. durante la preparazione e la messinscena de “Il Gabbiano” di Anton Čechov, con la regia di Vittorio Bonaccorso.
Il VerticalMovie, giunto quest’anno alla sua nona edizione e ideato da Salvatore Marino, è il primo festival internazionale di cinema dedicato ai video e ai cortometraggi nativi in formato verticale. Alla presidenza della giuria di questa edizione c’è stata Silvia Scola, figlia del grande regista Ettore Scola.
“ATTO ’84” nasce da un’idea di Benedetta D’Amato, che ha scelto di portare davanti alla macchina da presa non soltanto lo spettacolo, ma soprattutto il percorso necessario per arrivare alla scena. Lucifora ha seguito la Compagnia G.o.D.o.T., fondata e diretta da Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, durante le prove alla Maison GoDoT e al Castello di Donnafugata, accompagnando il lavoro fino al giorno della prima, alla messinscena e agli applausi finali dello spettacolo inserito nella 16ª stagione estiva “Palchi Diversi – Estate al Castello di Donnafugata”. Ed è proprio dentro questo percorso che Lucifora ha costruito il racconto cinematografico, osservando da vicino ciò che normalmente lo spettatore non vede: la tensione delle prove, il rapporto tra gli attori, la fatica, gli errori, la concentrazione e la passione che accompagnano la costruzione di uno spettacolo.
Ne è nato un cortometraggio costruito come un piccolo documentario, una successione di immagini che entra nel dietro le quinte de “Il Gabbiano” e restituisce il percorso che conduce fino al momento in cui il lavoro degli artisti arriva davanti al pubblico.
Al centro c’è un’opera di straordinaria importanza nella storia del teatro come “Il Gabbiano” di Čechov, ma il film sceglie di concentrarsi soprattutto sul processo che porta alla sua rappresentazione. Il teatro diventa così anche uno spazio per raccontare il significato più profondo del fare arte: il lavoro quotidiano, i sacrifici, la ricerca, l’amore per il palcoscenico e la crescita, artistica e umana, che nasce dal lavorare insieme.
È in questo incontro tra cinema e teatro che si sviluppa “ATTO ’84”: da una parte la regia di Simone Lucifora, dall’altra l’idea di Benedetta D’Amato e il lavoro della Compagnia G.o.D.o.T., una realtà da anni impegnata nella produzione, nella formazione e nella diffusione del teatro sul territorio.
Il riconoscimento ottenuto al VerticalMovie porta dunque sul piano cinematografico un’esperienza profondamente teatrale e valorizza la scelta di raccontare non soltanto il risultato finale, ma tutto ciò che avviene prima che il sipario si apra.
“Vorrei ringraziare la mia Compagnia, la giuria del festival, il direttore Salvatore Marino e il regista Simone Lucifora, per aver compreso il valore di lavorare in squadra con l’obiettivo di fare Arte, nel senso più puro del termine, come ci insegna Il Gabbiano di Čechov, per crescere non solo artisticamente ma anche umanamente. Questo premio vale antissimo, grazie di cuore”.
E proprio “Il Gabbiano” continuerà a vivere anche oltre questo riconoscimento. Nei prossimi mesi, infatti, lo spettacolo sarà nuovamente proposto nei teatri della provincia di Ragusa nell’ambito del progetto “Teatro per tutti”, promosso dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, portando ancora una volta sul territorio il lavoro della Compagnia e un’opera centrale del teatro internazionale.
2 ottobre 2026
ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLIve