RAGUSA – A Ragusa Ibla la musica non resta chiusa in una sala da concerto. Esce all’aperto, si diffonde tra i luoghi barocchi, sorprende chi passeggia e accompagna le sere d’estate. È l’atmosfera che, fino all’11 luglio, regala la 35ª edizione dell’Ibla Grand Prize – International Music Competition, il concorso che ogni estate trasforma il centro storico in un palcoscenico diffuso e offre al pubblico un’esperienza immersiva, in cui la musica dialoga con la città. Tra Piazza Pola, la Chiesa di San Vincenzo Ferreri e Palazzo Bruno Ottaviano, dalle 20.30 alle 23.30 si alternano le esibizioni dei concorrenti provenienti da tutto il mondo. Ma l’incanto inizia già durante le prove, che permettono di respirare l’atmosfera del concorso, osservare gli artisti al lavoro e assistere alla costruzione delle performance che, di lì a poco, prenderanno vita davanti al pubblico e saranno valutate da una giuria internazionale.
È proprio questa la magia dell’Ibla Grand Prize: abbattere la distanza tra artisti e spettatori. Le note si diffondono tra i monumenti del sito Unesco, attraversano le strade e si intrecciano con le voci di chi visita Ibla. Chi passeggia può fermarsi, lasciarsi incuriosire da un pianoforte, da un violino, da un ensemble o da una voce, vivendo un’esperienza che rende la musica parte integrante della città. Ideato e diretto dal maestro Salvatore Moltisanti e promosso dalla Fondazione Ibla, il concorso rappresenta da trentacinque anni un’opportunità concreta per giovani interpreti, compositori ed ensemble, offrendo ai migliori la possibilità di intraprendere un percorso artistico sui più prestigiosi palcoscenici internazionali.
“Ibla Grand Prize è uno degli appuntamenti che meglio raccontano l’identità di Ragusa: una città che accoglie, valorizza il proprio patrimonio e lo mette in dialogo con il mondo – sottolinea il sindaco Peppe Cassì – Vedere giovani musicisti provenienti da tanti Paesi esibirsi tra le piazze e i monumenti di Ibla significa vivere la cultura nella sua forma più autentica, aperta e condivisa. È un evento che impreziosisce l’estate ragusana e conferma la vocazione internazionale della nostra città”. I vincitori dell’edizione 2026 saranno infatti protagonisti del concerto in programma il 4 maggio 2027 alla Weill Recital Hall della Carnegie Hall di New York, uno dei luoghi simbolo della musica mondiale.
“Ogni anno Ragusa Ibla diventa un punto d’incontro tra culture musicali provenienti da tutto il mondo – spiega il maestro Salvatore Moltisanti – Ed è emozionante pensare che proprio da qui, per alcuni dei giovani artisti che oggi si esibiscono davanti al pubblico, possa iniziare una carriera destinata ai più importanti palcoscenici internazionali”. In programma durante la settimana anche due appuntamenti speciali. Mercoledì 8 luglio, alle 21, il concerto al Parco Alessandro Licitra, nato grazie all’iniziativa di imprese locali e cittadini per ricordare il giovane scomparso prematuramente. Giovedì 9 luglio, alle 20.30 a Palazzo Donnafugata, gli artisti dell’Ibla Grand Prize saranno protagonisti di una serata di beneficenza a favore dell’associazione Progetto Missione Madagascar OdV. Fino all’11 luglio, dunque, sarà sufficiente seguire una melodia tra i vicoli di Ibla per ritrovarsi davanti a un talento destinato ai grandi palcoscenici internazionali. È questa la forza dell’Ibla Grand Prize, che da trentacinque anni continua a fare di Ragusa Ibla il luogo in cui i sogni iniziano a prendere forma. “Manifestazioni come Ibla Grand Prize – sottolinea Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale – rappresentano un valore aggiunto per l’intero territorio provinciale, perché uniscono eccellenza artistica, promozione culturale e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio storico e paesaggistico”. A sostenere la manifestazione sono il Comune di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Baps, la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, Earth Aid Society, Ibla Korea, Blue Candlelight Music Series, il Teatro Donnafugata e il Ccn Antica Ibla.
6 luglio 2026
ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLive




