La Trinacria dell’Ottocento nella mostra “Genti di Sicilia” inaugurata ieri sera a Ragusa Ibla dal presidente Musumeci. Lanciata l’idea di un circuito culturale.

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RAGUSA – Il presidente della Regione, Nello Musumeci ha aperto ieri sera il vernissage della mostra “Genti di Sicilia” che nei foyer del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla racchiude la collezione privata della famiglia Arezzo-DiQuattro riguardante le statuette realizzate nell’Ottocento da due maestri figurinai calatini Bongiovanni-Vaccaro. La mostra sarà fruibile gratuitamente tutti i giorni (escluso il lunedì) dal 1 giugno all’8 luglio (prenotazione obbligatoria online su www.teatrodonnafugata.it).

Organizzata dall’associazione Donnafugata 2000, è promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, guidato dall’assessore Alberto Samonà, ed è curata dal critico Costantino D’Orazio. Quaranta statuine in ceramica antica, esposte per la prima volta al pubblico, permettono di addentrarsi all’interno di un percorso storico e sociale nella Sicilia dell’’800. Un percorso che apre una finestra temporale su quell’operosità del popolo, appunto le “Genti di Sicilia”, osservate dagli speciali occhi dei maestri Bongiovanni-Vaccaro che con la loro particolare tecnica di lavorazione dell’argilla, poi dipinta, fanno rivivere quelle persone intente a compiere le loro azioni quotidiane, circondate da tutti gli accessori, gli utensili, dagli strumenti di lavoro, dai panni di casa, ma anche dalle loro espressioni che dimostrano come i maestri figurinai fossero dei grandi poeti perché, ha spiegato il curatore Costantino D’Orazio, sapevano non solo raccontare la realtà nei minimi dettagli ma mostrarci quanto le persone più semplici, anche con poco, sapessero provare emozioni profonde. Una collezione che ha fatto un viaggio straordinario: le opere sono state infatti realizzate a Caltagirone ma sono state acquistate dal barone Corrado Arezzo de Spucches a Dublino, per poi essere riportate in Sicilia, a Ragusa, ed essere custodite all’interno di Palazzo Arezzo di Donnafugata le cui discendenti, Vicky e Costanza DiQuattro, sono oggi le giovani collezioniste.

“La mostra è un’occasione unica per studiare la tecnica dei Bongiovanni Vaccaro – sottolinea il curatore Costantino D’Orazio – che fotografano con grande acume scene di vita quotidiana del tempo caratterizzate da un’originale vivacità”. Un’occasione per recuperare la storia di una Sicilia di cui ancora oggi si sentono gli echi: “Questa mostra catapulta il viaggiatore in un piccolo e variegato mondo da cui emerge una dimensione di Sicilia che profuma di genuinità”, spiega l’assessore regionale Alberto Samonà.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha lanciato l’idea di creare un circuito siciliano riguardante la mostra e l’arte di Bongiovanni-Vaccaro: “Questa mostra segna l’avvio di una nuova stagione dopo tante sofferenze che abbiamo condiviso ma ci mostra anche la valenza dell’artigianato locale, e in particolare quella di Bongiovanni-Vaccaro, resta la migliore espressione della lavorazione della ceramica e dell’argilla dopo il terribile terremoto del 1693. La valenza delle opere esposte suggerisce l’opportunità di creare un circuito con almeno altre due-tre tappe nel Val di Noto per scoprire l’arte e i luoghi di questi maestri figurinai”.

Un onore per il Teatro Donnafugata ospitare questa mostra così importante. “Corrado Arezzo De Spucches, è stato grande mecenate di questa città, ha partecipato ai moti risorgimentali, si è infervorato del sogno rinascimentale – spiega Costanza DiQuattro, scrittrice e direttrice artistica del Teatro Donnafugata – Ha calcato la scena della politica nazionale e venne inviato nel 1862 dal nascente Regno d’Italia a rappresentarlo all’Universale di Dublino e qui, è molto probabile che abbia comprato moltissime opere che fanno parte della collezione di Palazzo Arezzo e del Castello di Donnafugata ed è molto probabile che abbia comprato l’intera collezione Bongiovanni-Vaccaro che era li esposta. In questa scelta, cioè comprare questa collezione a Dublino quando avrebbe potuto acquistarla con più facilità a Caltagirone, vogliamo intravvedere in questo gesto plateale il sogno di un visionario, di colui che in qualche modo voleva portare avanti il nome di Ragusa e farlo conoscere platealmente. E questo fantomatico treno, di cui si racconta ma di cui nulla si sa dal punto di vista dei fatti storici, ci piace immaginarlo come treno d’arte pieno di cultura che parte da Dublino attraversa l’Europa e scende fino in Sicilia, in un profondissimo Sud che in verità è un Sud pieno energia culturale e che noi con questa mostra stiamo cercando di omaggiare insieme alla figura di Corrado Arezzo”.

Per Vicky DiQuattro, anche lei giovane collezionista e direttrice del Teatro Donnafugata, “la mostra è un progetto culturale che dispiega molteplicità di segni, primo tra tutti è il frutto di sinergia tra importanti istituzioni pubbliche e private che hanno scommesso nella cultura. Un omaggio alla terra calatina e alla nostra terra in generale. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, riappropriarci delle nostre radici significa anche porre le basi per un avvenire più roseo. In questo momento oltre all’attenzione alla valorizzazione dei beni culturali credo sia utile necessario valorizzare anche la loro fruizione. Mi auguro che il Teatro Donnafugata abbia ancora una volta portato avanti il suo impegno di crescita culturale collettiva”.

Un allestimento davvero speciale accoglie questa importante mostra, trasformando i foyer del Teatro Donnafugata in una vera e propria galleria d’arte. “Il progetto di allestimento della mostra Genti di Sicilia a Palazzo Donnafugata dialoga con gli spazi esistenti dei foyer del teatro per dissonanza e attraverso l’innesto di un sistema di quinte che determinano il percorso espositivo – spiegano gli architetti Federico Guarini e Nunzio Sciveres che hanno progettato l’allestimento e il cui studio, con sede a Milano, Lecce e Vittoria, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali – La strategia adottata stabilisce che l’intervento abbia un carattere di estrema riconoscibilità: il dispositivo espositivo risolve problemi funzionali e distributivi senza camuffare o nascondere l’esistente. L’innesto non nega l’antica architettura ma la rende percepibile in modo del tutto inaspettato, contenendo tutti i sistemi necessari al suo interno: le teche l’illuminazione, la grafica”. A fornire un sostanziale contributo in termini scientifici è stata la storica dell’arte Valentina Bruschi.

La fruizione della mostra è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione al link www.teatrodonnafugata.it per contingentare gli ingressi nel rispetto delle regole anti-Covid. Orari mostra: dalle 10.00 alle 20.00, dal martedì alla domenica con fasce orarie di un’ora per ciascun turno di prenotazione. Il progetto del percorso della mostra è dello studio Sciveres Guarini Associati. Le foto in catalogo sono di Giuseppe Bornò. Sponsor della mostra: Libero Consorzio dei Comuni Iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Comune di Ragusa, Adecco. Per info: www.teatrodonnafugata.it – 334 220 8186 – info@teatrodonnafugata.it.


ufficio stampa

Carmelo Saccone per MediaLive

01 giugno 2021

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